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Il Friscaletto viene normalmente realizzato usando la canna comune (Arundo Donax), facilmente reperibile all’interno dell’areale mediterraneo. La scelta della pianta viene fatta con opportuna e attenta selezione all’interno del canneto e successivamente il materiale raccolto viene posto a dimora in un luogo asciutto e ben ventilato per una lenta e lunga stagionatura. I fattori ambientali come latitudine, altitudine, condizioni pedologiche e clima giocano un ruolo importantissimo nella raccolta della pianta e quindi nella qualità timbrica dello strumento. Tagliando la canna prima e dopo due nodi si ottiene un trancio in cui all’estremità superiore viene realizzato il “becco” per l’imboccatura. La fase successiva al “becco” è la sagomatura della “zeppa”, comunemente in oleandro, fico o ulivo, che dovrà essere sistemata in modo da farla aderire perfettamente alle pareti interne della canna. Nella zona di contatto superiore tra “zeppa” e canna viene realizzato il “canaletto di insufflazione” che serve a direzionare il flusso di area uscente verso lo scivolo della “finestrella” posto sulla parte frontale dello strumento a circa due dita dalla parte sommitale del “becco”. Il diametro scelto per il Friscaletto ne condiziona il timbro infatti, maggiore sarà il diametro scelto, più corposi saranno i suoni emessi dallo strumento. Una volta scelta la tonalità e il tipo di diteggiatura, i fori vengono realizzati con chiodi roventi allargando ognuno di essi fino a raggiungere l’altezza corretta della nota in funzione della scala desiderata. Nel repertorio di musica siciliana vengono usate principalmente le tonalità di DO, LA e SOL, ciò non toglie il fatto che lo strumento può essere realizzato i tutte le tonalità possibili ed immaginabili. Le caratteristiche peculiari del Friscaletto siciliano con diteggiatura 9+2 (catanisa) sono tre: 1- è uno strumento traspositore 2- la tonalità dello strumento si determina non occludendo tutti i fori, ma lasciando aperti i primi due 3- a seconda della scala in cui viene realizzato lo strumento, lasciando aperto il primo foro si ottiene il semitono successivo rispetto alla nota di base, ossia la nota che corrisponde alla chiusura di tutti i fori. Quindi analizzando un Friscaletto in DO avremo, partendo dal basso: LA SIb DO etc.. anziché LA SI DO etc.. |
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Criteri di realizzazione |
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Calogero Bennici |
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Realizzazione Artigianale di Friscaletti Siciliani |